Introduzione

La ricerca della fede ebraica

 

“E tu pronuncerai queste parole davanti a JHWH tuo Dio: Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. [6]Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. [7]Allora gridammo a JHWH, al Dio dei nostri padri, e JHWH ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; [8] JHWH ci fece uscire dall'Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, [9]e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele”.

(Deuteronomio 26,5-9)

È da qui che iniziamo il nostro percorso all’interno dell’esperienza di fede ebraica.

Quello che hai appena letto viene definito dagli studiosi della Bibbia il “Piccolo credo storico”, ossia un testo che, per la sua importanza fondamentale, è riconosciuto da ogni ebreo come una sintesi efficace della propria fede.

Proviamo allora ad analizzarlo insieme.

 

•Qual è l’elemento principale intorno a cui ruota tutto il discorso?

•Chi sono i soggetti in causa?

 

Alcune questioni le affronteremo più avanti, quando avremo acquisito alcuni dati fondamentali, ma ora soffermiamoci su un particolare decisivo: in questa breve professione di fede l’elemento decisivo consiste in un fatto storico ossia la liberazione dalla schiavitù in Egitto.

L’ebreo credente riconosce che Dio si è rivelato (fatto conoscere) a lui, non attraverso fenomeni naturali (il sole, la pioggia, il fuoco etc.), ma in un episodio concreto all’interno della sua storia, in una esperienza nella quale il popolo di Israele sperimentava la sofferenza.

È allora subito in questi primi passi del nostro itinerario all’interno dell’ebraismo, che cogliamo un elemento assolutamente particolare: l’esperienza religiosa passa da una ricerca della divinità in ciò che è legato alla natura, ad un incontro con Dio nei fatti della storia.

Sarà proprio questo “incontro” che caratterizzerà tutta la storia della fede ebraica.

 

Nel video è possibile assistere all'esecuzione della canzone dal titolo "Gam-Gam" scritta da Elie Botbol che riprende il quarto versetto del Salmo 23.

In questo Salmo Dio è fonte di coraggio e conforto anche nei momenti più bui dell'esistenza (Anche se andassi nella valle oscura), ma colui che lo ha scelto come proprio "supporto", non ha nessun timore (Tu sei il mio bastone, il mio supporto), sa che Dio infonderà coraggio (non temerei nessun male) proprio perché la Sua presenza è costante e infonde serenità (perché Tu sei sempre con me ... con Te io mi sento tranquillo).

Il testo viene tradizionalmente cantato dagli ebrei durante lo Shabbat. La canzone è diventata anche un simbolo, uno degli "inni" più toccanti della Shoah che riguardò più di un milione e mezzo di bambini uccisi dai nazisti ed è cantata dalle scolaresche nel Giorno della Memoria.

 

Gam-Gam-Gam Ki Elekh

Be-Beghe Tzalmavet

Lo-Lo-Lo Ira Ra

Ki Atta Immadì (2 volte)

 

Šivtekhà umišantekhà

Hema-Hema yenahmuni (2 volte)

 

TRADUZIONE

 

Anche se andassi

nella valle oscura

non temerei alcun male,

perché Tu sei sempre con me;

 

Perché Tu sei il mio bastone, il mio supporto,

Con Te io mi sento tranquillo.