Le grandi piramidi

Le grandi piramidi

La prima cosa che vediamo arrivando in aereo in Egitto, sono le piramidi di Giza: quelle di Cheope, Chefren e Micerino.

Le piramidi non erano templi, non erano neppure luoghi dove venivano celebrati particolari sacrifici: le piramidi erano tombe.

Cerchiamo allora di scoprire insieme per quale ragione, alcuni faraoni, diedero così tanta importanza alla costruzione della loro tomba.

 

Come prima cosa proviamo a farci una semplice e forse scontata domanda: perché proprio una piramide? Precisiamo la domanda: perché gli egizi scelsero come figura geometrica per la costruzione delle tombe dei faraoni proprio la piramide a base quadrata?

Per rispondere a questa domanda propongo due ipotesi di analisi della piramide sotto il profilo simbolico.

 

La prima è quella per cui la piramide rappresenterebbe il sole nascente tra due colline. La figura che si delinea in questo caso, è quella (stilizzando l’immagine) di una piramide rovesciata. La tomba era quindi costruita in questo modo proprio per richiamare il legame con il mondo divino, che gli egizi spesso identificavano nel sole.

Questa interpretazione simbolica ci spiega anche l’importanza che, per la religione egizia, rappresentavano gli obelischi, immagine simbolica del sole che infonde sulla terra i suoi raggi benefici.

 

La seconda è quella per cui la piramide a base quadrata riassumeva i quattro elementi terrestri (aria, acqua,terra, fuoco), ma aggiungeva ad essi un quinto fondamentale elemento: il tempo, ossia l'elemento di unione tra la terra ed il cielo, tra ciò che è finito e ciò che è infinito. Ma il vertice e la base della piramide erano separati, anche se sempre in contatto. In questo modo la piramide diventava un simbolo perfetto per definire la realtà della terra che si innalzava sino al cielo e del cielo che si ricongiungeva con la terra, pur rimanendone separato. Il momento della morte era proprio quello che più di tutti realizzava questa continua tensione tra il cielo e la terra e viceversa.

La piramide di Zoser

La piramidi di Zoser: la più antica al mondo

A questo punto cerchiamo di descrivere almeno due delle più importanti piramidi presenti in Egitto: la piramide di Saqqara e quella di Cheope.

La prima è la piramide più antica del mondo. Questa piramide è la tomba del faraone Zoser che regnò dal 2624 al 2605 a.C. Questa prima costruzione nacque dall'idea dell'architetto Imhotep che era anche sacerdote di Ra, medico e mago.

Questa piramide a differenza delle altre è costruita a gradoni, si trova al centro di una grande area rettangolare di circa 555x278 metri.

Per capire quale fu il principio che ispirò Imhotep in questa costruzione, dobbiamo ricordare che prima di questa piramide i re ed i nobili delle prime dinastie facevano coprire le proprie tombe con strutture non molto elevate a forma di tronco di piramide con le pareti laterali molto inclinate: queste costruzioni vengono definite mastabe.

La piramide di Zoser si presenta come una monumentale elaborazione di questo concetto architettonico: sei enormi mastabe collocate una sopra l'altra che oggi raggiungono l'altezza di 62,2 metri.

Originariamente l'area dove era collocata questa piramide era protetta da una lunga cinta muraria fortificata che raggiungeva l'altezza di 10 metri.

Per accedere in questa area bisognava attraversare uno strettissimo colonnato, che forse simboleggiava la difficoltà per l'uomo di innalzarsi alla condizione divina.

Questa costruzione proteggeva la tomba del faraone che si trovava in fondo ad un pozzo profondo 28 metri. Una delle caratteristiche più singolari di questa piramide, la troviamo sulla facciata nord. Davanti al tempio funerario c'è una piccola camera murata. Su questo muro si scorgono due piccoli fori: guardando in questi fori, si può osservare una stupenda statua che raffigura il faraone Zoser. I fori sono fatti proprio all'altezza degli occhi della statua, a simboleggiare la presenza continua del faraone che osserva la vita all'esterno, la vita del suo regno.

Un punto importante sul quale ci soffermeremo in modo più articolato descrivendo la piramide di Cheope, è quello riguardante la cura con cui, al momento della costruzione della piramide, si cercava di nascondere la tomba del faraone. Attraverso tranelli, profondi pozzi e spessi muri, si tentava di scoraggiare i profanatori di tombe, che spinti dalla sete di ricchezza, entravano nelle tombe. Per gli egizi infatti, come già abbiamo detto, era assolutamente necessario conservare perfettamente il corpo, e quindi era necessario proteggere con tutti gli espedienti possibili la tomba del faraone.

I profanatori, infatti, non solo si accontentavano di portar via tutto l'oro e gli oggetti preziosi collocati all'interno della piramide ed intorno alla tomba del faraone, ma spesso profanavano la stessa tomba, aprendola per estrarre tutto quello che qui trovavano. Addirittura si giungeva a profanare il corpo stesso del faraone, srotolando le bende nel quale era avvolto, per impossessarsi degli amuleti preziosi infilati tra le bende.

Nonostante tutti gli sforzi degli architetti e nonostante tutti i testi di maledizioni incisi sulle pareti della piramide contro coloro che profanavano le tombe, i faraoni non si salvarono dallo scempio che questi uomini compirono sui loro corpi.

 

Sei enormi Mastabe costituiscono la piramide a gradoni
Statua dell'architetto Imhotep (2980-2900 a.C.)
Statua del faraone Zoser

La piramide di Cheope

Scavi archeologici nelle vicinanze della piramide
Mummia del faraone Cheope
Tunnel all'interno della piramide

La piramide di Cheope è costruita a base quadrata, il lato misura m 230,35 ed è alta m. 146,60. I lati della piramide sono costituiti da quattro triangoli isosceli inclinati 51° 52', disposti secondo i quattro punti cardinali.

All'interno della piramide si possono vedere numerosi cunicoli e diverse stanze, alcune costruite per scoraggiare i profanatori di tombe.

Questa impressionante massa di pietra che si innalza verso il cielo non è altro che la copertura esterna della piccola camera sepolcrale.

Possiamo allora concludere questo approfondimento sul tema delle piramidi ricordando che, qualsiasi interpretazione vogliamo dare della forma di queste tombe, in esse intravediamo il desiderio di creare qualcosa che in modo misterioso, consentisse ai faraoni di ascendere alle regioni celesti ed anche il simbolo dell'energia che rende possibile la vita.

Morte e vita per gli egizi, sono due aspetti dell'unica realtà che è l'esperienza umana nella sua speranza di eternità.

Il sarcofago, custodito nella piramide, non è altro che il punto d'inizio del viaggio verso l'aldilà che porterà il faraone nel regno della vita immortale.

 

La seconda piramide su cui vogliamo concentrare la nostra attenzione, è quella di Cheope.

Questa monumentale costruzione, che per la sua straordinarietà è stata considerata una delle sette meraviglie della terra, è situata a Giza, vicino al Cairo. Qui, oltre a questa piramide, troviamo, allineate con questa, quelle di Chefren, di Micerino e, poco distante, la famosa e misteriosa Sfinge.

Ma quando e come fu costruita questa piramide?

Cheope, faraone della IV dinastia, visse intorno al 2625 a.C. Su di lui abbiamo poche notizie certe, ma abbondano le leggende che lo dipingono come un faraone malvagio e crudele. Lo storico greco Erodoto, ce lo presenta come un uomo ossessionato dall'idea della costruzione della piramide: per raggiungere il suo obiettivo costrinse centinaia di migliaia di uomini a lavori forzati per completare la costruzione. Su questi dati però, non abbiamo nessuna certezza, anche perché Erodoto visse 2000 anni dopo Cheope per cui, storia e leggenda, forse troppo spesso si sono mischiate nei suoi racconti. Leggiamo comunque che cosa scrisse lo storico a proposito della costruzione della piramide: "Quando regnò Cheope, il paese sprofondò nella miseria. Cheope, chiuse tutti i templi e ordinò a tutti gli Egizi di lavorare per lui. Ad alcuni fu assegnato il compito di trasportare pietre dalla cave dei monti d'Arabia e da queste fino al Nilo; ad altri di prendere le pietre, che erano state trasportate lungo il fiume, e di portarle fino ai monti della Libia. Erano sempre impegnati nel lavoro diecimila uomini, ciascuno per tre mesi. Il popolo affaticato impiegò dieci anni per costruire la strada su cui trascinavano le pietre. Vent'anni invece servirono per la costruzione della piramide stessa" (Erodoto, Storie, II, 124, 2-4).

Oggi comunque, grazie alle ultime scoperte archeologiche effettuate nella piana di Giza, possiamo affermare che gli uomini che lavoravano alla costruzione delle piramidi, erano uomini liberi. Nelle vicinanze delle piramidi sono stati infatti ritrovati i resti del villaggio (quasi una cittadina) che ospitava i lavoratori. Abbiamo le prove che mangiavano carne, venivano curati in caso di infortunio, avevano la possibilità di mandare i figli a scuola e avevano una abitazione. Insomma non erano certo schiavi.

Ricostruzione della piramide
Suggestiva immagine con in primo piano la Sfinge, davanti alla piramide di Cheope.