La Pentecoste

La Pentecoste

 

"Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; [4] ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. " (At 2,3-4)

 

 

 

A Pentecoste si ricorda e si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo. La Chiesa, in questa solennità, vede la sua vera nascita, considerandola insieme alla Pasqua, la festa più solenne di tutto il calendario cristiano.

 

 

Giotto: La Pentecoste  (Particolare)
Icona rappresentante la Trinità

Ma torniamo alla festa cristiana della Pentecoste.

Lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità. Per i cristiani Dio è infatti Padre, Figlio e Spirito Santo. Ma allora i cristiani non sono monoteisti perché credono in tre divinità!

Eppure il cristianesimo è considerato da sempre una fede monoteista. Com’è possibile? Come fanno tre persone (Padre, Figlio, e Spirito Santo) ad essere una?

Lo Spirito Santo è l'Amore di Dio è la sua Potenza. Padre, Figlio e Spirito Santo, pur essendo tre sono uno. Il Padre ama il Figlio di un Amore infinito e il Figlio, a sua volta, corrisponde all’Amore del Padre, con un Amore altrettanto infinito. Questo Amore (lo Spirito Santo) è così forte da rendere unito in modo inscindibile il Padre al Figlio. È attraverso il loro legame d’Amore che Padre e Figlio sono una cosa sola.

Per i cri stiani Dio è una relazione d’Amore tra il Padre e il Figlio.

 

 

La Pentecoste è una festa che affonda le sue radici nella fede ebraica (come vedremo anche per la Pasqua). Gli Ebrei la chiamavano “festa della mietitura e dei primi frutti”; si celebrava il 50° giorno dopo la Pasqua ebraica e segnava l’inizio della mietitura del grano; nei testi biblici è sempre una festa agricola. È chiamata anche “festa delle Settimane”, per la sua ricorrenza di sette settimane dopo la Pasqua; nel greco “Pentecoste” significa 50° giorno. Il termine Pentecoste, riferendosi alla “festa delle Settimane”, lo troviamo nel libro di Tobia (2,1) e nel secondo libro dei Maccabei (12, 31-32).

Lo scopo originario di questa ricorrenza era il ringraziamento a Dio per i frutti della terra, cui si aggiunse più tardi, il ricordo del più grande dono fatto da Dio al popolo ebraico, cioè il dono della Legge a Mosè e a tutto il popolo sul Monte Sinai. Secondo il rituale ebraico, la festa comportava il pellegrinaggio di tutti gli uomini a Gerusalemme, l’astensione totale da qualsiasi lavoro, un’adunanza sacra e particolari sacrifici; era una delle tre feste di pellegrinaggio (Pasqua, Capanne, Pentecoste), che ogni ebreo praticante era invitato a celebrare a Gerusalemme.

 

 

La riflessione della teologia ci dice che per i cristiani Dio “sono” tre persone in un’unica sostanza. Ci sono cioè tre identità diverse, che però sono un’unica sostanza; la “sostanza” di cui è fatto Dio è l’Amore. San Giovanni dice in una sua lettera: “Dio è Amore”. Non dice semplicemente “Dio ama”, ma “Dio è Amore”, ossia è “fatto” di Amore: “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”. (1Gv 4,7-8)

Nella Pentecoste i cristiani facendo memoria del dono dello Spirito, celebrano l’evento nel quale Dio e l’uomo diventano una cosa sola, uniti nell’Amore. E’ il dono dello Spirito Santo a compiere la divinizzazione dell’uomo o, detto diversamente, a compiere la sua piena umanizzazione.

Non a caso infatti, l’insegnamento tradizionale, seguendo un testo del profeta Isaia, elenca sette doni legati all’azione dello Spirito: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Questi doni aprono all’uomo orizzonti di umanità inaspettata, in una stupenda rivelazione di bellezza.

 

 

 

 Discesa agli inferi e resurrezione nella cappella del Collegio San Stanislao a Ljubljana in Slovenia, opera di padre Marko Ivan Rupnik e degli artisti del Centro Aletti, 2006
Cascata delle Marmore

Attraverso il linguaggio simbolico, l’unico possibile, la tradizione ha cercato di approfondire il mistero di questa Divina Bellezza. Ecco alcuni esempi:

Acqua: come segno di nuova vita.

Fuoco: simbolo delle azioni dello Spirito per trasformare le cose. È il simbolo riportato nei vangeli e nel racconto della Pentecoste.

Vento: riprende il significato letterale di "Spirito", ovvero "soffio"; così è nel racconto negli Atti degli apostoli, quando si abbatte come vento gagliardo nella casa dove gli apostoli erano riuniti per la Pentecoste.

Nube e Luce: così è rappresentato lo Spirito Santo nei racconti di Mosè sul monte Sinai, dell'Annunciazione, della Trasfigurazione, dell'Ascensione.

Sigillo: legato al simbolo dell'unzione, indica come l'alleanza tra Dio e l’uomo abbia carattere definitivo.

Dito di Dio: che ha scolpito i dieci comandamenti e con cui Gesù ha scacciato i demoni.

Colomba: durante il battesimo di Gesù (Mt 3,16).

 

[1] Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. [2] Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. [3] Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; [4] ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.

[5] Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. [6] Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. [7] Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? [8] E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? [9] Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, [10] della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, [11] Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». [12] Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». [13] Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».

[14] Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: [15] Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. [16] Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:

[17] Negli ultimi giorni, dice il Signore,

Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;

i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,

i vostri giovani avranno visioni

e i vostri anziani faranno dei sogni.

[18]E anche sui miei servi e sulle mie serve

in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi

profeteranno.

[19]Farò prodigi in alto nel cielo

e segni in basso sulla terra,

sangue, fuoco e nuvole di fumo.

[20]Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue,

prima che giunga il giorno del Signore,

giorno grande e splendido.

[21]Allora chiunque invocherà il nome del Signore

sarà salvato.

[22] Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazareth - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, [23] dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. [24] Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere”.

(At 2,1-24)

 

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da svolgere a casa ed in classe.

 

SCHEDA FESTE CRISTIANE