La Pasqua

La Pasqua

 

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». (Mc 16,6-7).

 

 

 

La Pasqua è il culmine del Triduo pasquale, centro e cuore di tutto l’anno liturgico. È la festa più solenne della fede cristiana e prosegue con il tempo liturgico di Pasqua che dura 50 giorni fino alla solennità della Pentecoste. È la festa in cui si fa memoria della morte e resurrezione di Gesù, centro di tutta la vita cristiana.

La parola “pasqua” deriva dall’ebraico “pesach” e significa propriamente “passare oltre”, quindi “passaggio”. Gli Ebrei ricordano il passaggio dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione nella Terra promessa. Per i cristiani è la festa del passaggio dalla morte alla vita di Gesù Cristo.

 

 

Il sepolcro di Gesù vuoto è il mistero più grande della fede cristiana.
Leonardo da Vinci - Cenacolo . Milano santa Maria delle Grazie
La sala del Cenacolo a Gerusalemme

La celebrazione della pasqua si svolge, in modo particolare, durante tre giorni (detti “Triduo pasquale) all’interno della settimana Santa.

Il primo giorno, il giovedì santo, si fa memoria in modo solenne, dell’ultima pasqua (segui il link per un’analisi approfondita del racconto dell’ultima cena nel vangelo di Marco) celebrata da Gesù con i suoi discepoli. In questa occasione Gesù istituì l’eucarestia, il sacramento centrale della fede cristiana (per un approfondimento segui il link).

Nel secondo giorno (il venerdì santo) la chiesa cristiana si ferma per fare memoria della morte di Gesù. Nella tradizione cristiana la celebrazione delle tre del pomeriggio (secondo i vangeli l’ora della morte di Gesù) è quella più solenne. Nella tradizione ambrosiana viene celebrata seguendo questo rituale di cui sottolineo alcuni momenti salienti.

 

 

Presso gli ebrei la Pasqua (Pesach) era in origine legata all'attività agricola ed era la festa della raccolta dei primissimi frutti della campagna, a cominciare dal frumento. In seguito, la Pasqua diventa la celebrazione annuale della liberazione degli ebrei dalla schiavitù, significato che si aggiunse all’altro, come ricordo della fuga dall’Egitto.

Ancora oggi, la cena pasquale presso gli Ebrei si svolge secondo un preciso ordine detto Seder. Ci si nutre con cibi simbolici per ricordare l’amarezza della schiavitù egiziana e lo stupore della libertà ritrovata. (per approfondire la pasqua ebraica segui il link)

Per celebrare la Pasqua gli israeliti al tempo di Gesù ogni anno si recavano a Gerusalemme. Anch’egli vi si recava. La sua morte avvenne, infatti, in occasione della pasqua ebraica e la famosa “Ultima cena” è proprio la celebrazione della cena pasquale, che Gesù decise di fare con i propri discepoli come suo ultimo gesto da uomo libero.

E’ chiaro quindi come nella pasqua ebraica risiedano le radici della pasqua cristiana.

 

 

 

Questa descrizione dei riti con i quali si celebra la Pasqua, dovrebbe essere riuscita a comunicare l’importanza di questa festa, al centro della quale c’è la professione di fede nell’amore capace di sconfiggere il male e la morte.

 

Crocifisso - Tempera all'uovo, 50x60 di Marinella Clemento - Piccolo Eremo delle Querce in Santa Maria di Crochi
Spartito iniziale del Preconio pasquale.
Discesa agli inferi - Tempera all'uovo, 50x65. Piccolo Eremo delle Querce in Santa Maria di Crochi

Il terzo giorno del Triduo, il Sabato Santo, è il giorno della grande veglia pasquale che è la celebrazione più solenne di tutto l'anno liturgico cristiano: dopo i giorni della passione e della morte di Cristo, dopo il sabato santo, giorno di silenzio e di lutto, la Chiesa si appresta a celebrare la risurrezione del Signore.

Il rito che inaugura la veglia pasquale è la benedizione del nuovo fuoco: infatti, dal momento in cui era stata proclamata la morte del Signore, tutti i lumi sono spenti in segno di lutto. Ora, il sacerdote benedice il nuovo fuoco, dal quale attinge la luce per accendere il cero pasquale. Durante il tempo pasquale, in ogni chiesa, accanto all'altare, arde il cero pasquale, che, soprattutto nella tradizione popolare, ma anche in quella liturgica, viene considerato simbolo di Cristo risorto.

Dal pulpito, alla luce del cero pasquale, viene cantato il preconio, un antico testo liturgico nel quale la pasqua di Cristo è poeticamente riletta a partire da tutta la storia della salvezza e della rivelazione del primo testamento.

Terminata la proclamazione del preconio, il cero pasquale viene collocato a fianco dell'altare e incensato in segno di venerazione. Si conclude così la prima parte della veglia, e inizia la lunga catechesi biblica, composta da nove letture, sei dall'antico testamento e tre dal nuovo.

Al termine della sesta lettura, il sacerdote canta per tre volte e in tono sempre più alto, dai tre lati dell'altare, l'annuncio della risurrezione: "Cristus Dominus resurrexit!" (Cristo Signore è risorto), a cui i fedeli rispondono acclamando "Deo gratias!" (Rendiamo grazie a Dio).

Il triplice annuncio proclamato dall'altare e che dall'altare si diffonde in tutte le direzioni, sta a indicare che la veglia pasquale ambrosiana è giunta al suo momento centrale.

Il triplice "Cristus Dominus resurrexit" della tradizione milanese trova un interessante parallelo nell'analoga proclamazione con cui anche nella liturgia bizantina si annuncia la risurrezione di Cristo: è un uso antichissimo che risale alla liturgia di Gerusalemme del secolo V-VI e che attualmente il solo rito ambrosiano conserva fra le liturgie occidentali.

Dopo l'omelia, inizia la terza parte della veglia, quella sacramentale, che inizia con il battesimo di nuovi cristiani e con l’invito, a coloro che già lo sono, di rinnovare insieme le promesse battesimali, di rinuncia al male e di fede nel Dio della Vita.

La veglia si conclude, ovviamente, con la celebrazione eucaristica.

 

Il vertice liturgico, ovviamente, sta nell'annuncio della morte di Cristo in croce, con la lettura della passione secondo Matteo dal punto in cui era stata interrotta la sera precedente.

Il Venerdì Santo inoltre, nella tradizione ambrosiana, è giorno "aliturgico"ossia non si celebra la messa e non viene distribuita la comunione eucaristica. Questo perché l'atto liturgico che commemora la morte del Signore è proprio la solenne proclamazione della Passione di Gesù.

Il secondo momento della funzione del venerdì santo è l'adorazione della croce. L'immagine del crocifisso viene portata solennemente verso l'altare: per tre volte la croce viene innalzata, mentre si canta l'antifona "Ecce lignum Crucis in quo salus mundi pependit" (= ecco il legno della croce, al quale fu appeso il salvatore del mondo) e per tre volte tutti si inginocchiano davanti a essa in adorazione.

Nuovamente la croce, dopo essere stata deposta sui gradini dell'altare, viene adorata con tre genuflessioni e con un bacio di venerazione all'immagine del crocifisso. Infine la croce viene innalzata in una solenne ostensione, così che tutti, clero e fedeli, possano raccogliersi in un istante di silenzio davanti al supremo gesto d'amore compiuto da Gesù.

Terminata l'adorazione della croce si compie la grande Preghiera Universale con undici intenzioni di preghiera (per la Chiesa, per il Papa, per il clero e i fedeli, per i catecumeni, per l'unità dei Cristiani, per gli Ebrei, per i non Cristiani, per i non credenti, per i governanti, per i sofferenti e per i defunti). In questa grande preghiera viene affidato a Dio il mondo intero, nel tentativo di compiere quell’unità possibile solo dove c’è l’amore.

Al termine della Preghiera Universale, non essendoci distribuzione della Comunione, il sacerdote congeda immediatamente i fedeli senza impartire la benedizione e l'assemblea si scioglie senza eseguire alcun canto, in un chiaro segno di lutto e silenziosa meditazione.

Durante il venerdì santo si celebrano processioni per le vie delle città con la croce.

 

 

 

[1]Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare ad ungere il corpo di Gesù. [2]Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. [3]Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?».[4]Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. [5]Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. [6]Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. [7]Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».

 

[8]Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento.

 

E non dissero niente a nessuno, avevano paura infatti.

(Mc 16,1-8)

Scarica dal link seguente la scheda per l'attività

cooperativa da svolgere a casa ed in classe.

SCHEDA FESTE CRISTIANE