Un Vangelo, quattro vangeli
Icona di Gesù e dei quattro evangelisti.

Prima di iniziare la presentazione sintetica dei quattro vangeli ci poniamo una domanda: per quale ragione le prime comunità cristiane hanno ritenuto importante fissare in forma scritta la memoria di Gesù attraverso non uno ma quattro racconti differenti?

Come vedremo più avanti, una prima spiegazione sta nel fatto che i vangeli furono scritti in comunità cristiane di diversa estrazione culturale: Marco scriverà nella comunità di Roma, Matteo si indirizzerà a cristiani di origine ebraica ecc. Fu quindi deciso di trasmettere ciò che era ritenuto fondamentale a proposito di Gesù, in linguaggi e modalità differenti a seconda degli interlocutori ai quali ci si rivolgeva.

Ma questa non è l’unica spiegazione.

 

Tante strade, un'unica direzione.

Ecco quindi che possiamo rispondere alla domanda da cui siamo partiti: i vangeli sono quattro perché in ciascuno di essi, attraverso i diversi incontri, si stimola il lettore del racconto a ricercare la sua specifica modalità di incontro con Gesù, facendolo diventare non solo spettatore di una storia scritta prima di lui, ma attore che par- tecipa al racconto. Chi legge il vangelo è chiamato a mettersi in gioco collocandosi lui stesso nella scena e sentendosi così parte attiva nello svolgimento della narrazione. Sarà questa un’attenzione costante che dovremo avere per poter interpretare correttamente i testi evangelici.

Possiamo a questo punto passare ad una breve presentazione dei quattro vangeli.

 

Leggendo i testi evangelici ci si accorge che sono costruiti con un intento ben preciso: ricercare l’identità di Gesù. Questo obiettivo è raggiunto accostando la figura di Gesù attraverso numerosi incontri con persone diverse. Ogni incontro sottolinea una modalità differente di avvicinamento a Gesù, che certamente parte dall’esperienza del maestro di Nazareth, ma che nasconde una grande verità: non esiste un’unica strada per conoscerlo, ma i percorsi sono tanti quanti sono coloro che si avvicinano a lui.

 

Il cieco nato.  Icona realizzata nel Piccolo Eremo delle Querce in Santa Maria di Crochi.
Marco. Icona realizzata nel monastero di Bose.

II vangelo di Marco, che oggi è riconosciuto essere il più antico, è indirizzato ai cristiani di Roma. Gli studiosi ritengono che l’autore del vangelo sia quel Giovanni Marco conosciuto da Pietro in Giudea (cfr. At 12,12; 1Pt 5,13)5 che accompagnò anche Paolo e Barnaba (cfr. At 12,25; 13,15) nei loro viaggi missionari. Marco rimase a lungo a Roma con Pietro e divenne suo aiutante. Molto probabilmente fu in questo periodo (tra il 50 e il 60 d.C.) che scrisse il suo vangelo utilizzando anche materiale già esistente, ma non ancora organizzato in forma ordinata. Si può dire che Marco fu colui che ideò il genere letterario “vangelo”. L’evangelista, attraverso la sua opera, cercò di dare ai cristiani di Roma la possibilità di conoscere in modo più approfondito la persona di Gesù, per non cadere in false idee su di lui, sottolineando in modo chiaro il legame inscindibile tra il Gesù adorato nelle comunità cristia- ne come Figlio di Dio e l’uomo concreto vissuto a Nazareth e morto in croce. Infatti il tema principale del vangelo di Marco è quello di riconoscere in Gesù il Figlio di Dio.

La tradizione artistica rappresenta l’evangelista come un leone alato.

 

 

Matteo: .  Icona realizzata nel Piccolo Eremo delle Querce in Santa Maria di Crochi.
Luca. Icona realizzata nel monastero di Bose.

L’evangelista Matteo ha scritto il suo vangelo soprattutto per i cristiani di origine ebraica. Egli aveva l’obiettivo di far comprendere che Gesù era il Messia atteso dal popolo di Israele e, per far questo, sottolineò quegli aspetti della vita del maestro di Nazareth che potevano interessare in modo particolare coloro che provenivano dall’esperienza di fede ebraica. Per questa ragione, nel vangelo di Matteo, troviamo molti riferimenti all’Antico Testamento.

L’autore del vangelo sembra essere l’apostolo Matteo, come testimonia già nel II secolo il vescovo Papia di Gerapoli, che sosteneva che Matteo avesse raccolto i detti di Gesù.

La data di composizione di questo vangelo è da collocare dopo l’anno 70 e il luogo di redazione del testo è probabilmente la città di Gerusalemme. La tradizione artistica rappresenta l’evangelista come un uomo alato.

 

 

II terzo vangelo è indirizzato a cristiani di cultura greca. L’evange- lista Luca, di origine siriana, fu probabilmente discepolo dell’apostolo Paolo (cfr. Filemone 24; Col 4,14; 2Tim 4,11). Fu medico e uomo di cultura.

Luca è anche l’autore degli Atti degli apostoli che, insieme al vange- lo, costituiscono un’unica opera.

Il tema principale del suo vangelo è la presentazione di Gesù come il Salvatore dell’uomo, colui che lo può liberare dal male.

La data di composizione di questo vangelo sembra essere successi- va all’anno 70.

La tradizione artistica rappresenta l’evangelista come un toro alato.

 

II quarto vangelo fu scritto, molto probabilmente per i cristiani di Efeso, in Turchia, che erano a conoscenza degli altri vangeli.

L’autore di questo vangelo sembra essere l’apostolo Giovanni. Il dato certo è che questo vangelo fu scritto nella comunità cristiana nella quale fu a lungo presente l’apostolo Giovanni.

Il tema principale del vangelo sta nel “conoscere la Verità” e cioè che Dio è amore e si è reso visibile in Gesù.

La data di composizione è probabilmente da collocare tra gli anni 80-90.

La tradizione artistica rappresenta l’evangelista come un’aquila.

 

Il discepolo amato. Icona realizzata nel monastero di Bose.

Tra i quattro vangeli, i primi tre (Marco, Matteo e Luca), vengono definiti sinottici.

Il termine sinottici deriva dal greco syn-opsis, che significa visione d’insieme, perché se noi mettessimo su un grande foglio tutti e tre i vangeli, con un solo sguardo noteremmo un particolare evidente: seguono una medesima struttura narrativa.

 

Essi sono costruiti seguendo questi punti fondamentali:

 

°Battesimo di Gesù

°Tentazioni nel deserto

°Predicazione e miracoli

°Racconto della passione

°Ultima cena

°Arresto e processo

°Morte in croce

°Resurrezione

 

Sappiamo che il vangelo di Marco è il più antico e quindi è presumibile che gli evangelisti Matteo e Luca abbiano seguito la sua struttura nel momento della composizione dei loro vangeli, eccezion fatta per i racconti della nascita e dell’infanzia di Gesù non presenti nell’opera di Marco.

 

Un discorso a parte va fatto per il quarto vangelo, quello di Giovanni, che fu scritto attingendo da materiale diverso rispetto ai vangeli sinottici. Per questo motivo ha una struttura narrativa differente dagli altri tre.