La società al tempo di Gesù

La società al tempo di Gesù

 

Al tempo di Gesù la Palestina era occupata dai romani. Al momento della sua nascita probabilmente tra il 6 e il 4 a.C., la Palestina era parte dell’impero di Augusto.

Gli ebrei erano costretti a pagare le imposte ai romani. La provincia della Giudea era governata da un procuratore romano (dal 26 d.C. al 36 d.C. fu Ponzio Pilato di cui parleremo più avanti). A questo procuratore dovevano fare riferimento i re giudei che detenevano il potere e che, per conservarlo, dovevano eseguire scrupolosamente le direttive di Roma. Quando nacque Gesù questo potere era nelle mani di un uomo solo, Erode il grande. Alla sua morte il regno fu diviso tra i suoi tre figli: Erode Antipa, Archelao ed Erode Filippo.

La società al tempo di Gesù era di tipo piramidale. Al vertice si trovava la corte reale che possedeva grandi palazzi ed un numero imprecisato di servi.

Dopo questa si collocavano i rappresentati della classe ricca, proprietari di latifondi, grandi commercianti di vino, olio e frumento. In questa categoria possiamo inserire anche gli esattori delle tasse che raccoglievano le imposte per i romani traendo grandi profitti per se stessi.

Oltre a questi troviamo la nobiltà sacerdotale composta dal sommo sacerdote e dai sacerdoti capi spesso appartenenti alla sua famiglia.

Più in basso nella piramide dobbiamo collocare la classe media composta da piccoli commercianti, artigiani che possedevano un propria piccola bottega, agricoltori e i pescatori della Galilea. A questo gruppo apparteneva anche la maggioranza dei sacerdoti.

Infine stavano i poveri che rappresentavano il gruppo più consistente a livello numerico. Essi erano lavoratori a giornata senza un lavoro stabile, che speravano di trovare padroni che al mattino avessero bisogno di loro per il lavoro dei campi, oppure per i trasporti o nelle botteghe.

Tra i poveri troviamo i mendicanti, molto numerosi intorno a Gerusalemme ed infine gli schiavi.

Oltre a questa divisione, molto sintetica, possiamo individuare veri e propri gruppi che caratterizzavano la vita sociale.

Busto di Augusto, Museo del Louvre, Parigi
Copia dell'iscrizione trovata presso il teatro di Cesarea marittima nel 1961. Vi si leggono il committente, con il gentilizio Pontius e il cognomen Pilatus, la carica dello stesso, Prefectus Iudeae (prefetto della Giudea), il nome del dedicatario, Tiberium.

Sadducei

 

Al tempo di Gesù rappresentavano i gradi più alti della classe sacerdotale, le classi benestanti e i nobili. Per mantenere il loro potere venivano spesso a compromessi con i romani. Non credevano nella risurrezione dei morti.

 

Farisei

 

Il termine Farisei significa separati. Il gruppo dei farisei si caratterizzava per una osservanza scrupolosa della Torah sia scritta che orale (complessivamente 613 precetti) e soprattutto di tre precetti: l’osservanza del sabato, la legge della purità (cibi, persone, cose), la decima (l’offerta data ai poveri corrispondente ad un decimo dei guadagni). Erano molto stimati presso il popolo che li considerava maestri e modelli di religiosità. Credevano nella vita dopo la morte.

 

Possibile ricostruzione delle vesti dei sadducei
Il gruppo dei farisei si caratterizzava  per una osservanza scrupolosa della Torah
Uno scriba ai giorni nostri.
Ricostruzione dell’aula dove si radunava il sinedrio.
Grotte di Qumran

Zeloti

 

La parola “zelota” significa ardente, pieno di zelo per la patria. Erano i più decisi oppositori dell’occupazione romana. Erano considerati dai romani alla stregua di terroristi e criminali comuni, si ribellavano con le armi alla presenza romana in Israele. Saranno loro a provocare la rivolta del 66 e la conseguente catastrofe del 70 (nella quale i romani misero a ferro e fuoco Gerusalemme e distrussero il tempio). Tra di loro erano presenti i Sicari, uomini che giravano armati di un piccolo pugnale (sica).

 

Samaritani

 

Con il termine samaritani non intendiamo indicare principalmente gli abitanti della regione della Samaria, quanto gli appartenenti ad una setta nata all’interno del giudaismo. Il termine samaritano, infatti, non deriva dal fatto che i Samaritani abitino in Samaria, ma dall'ebraico Shamerim, cioè "Custodi" (della Legge).

Essi costituivano un gruppo religioso a sé e si consideravano i veri adoratori di JHWH. La loro religione è caratterizzata da alcuni elementi tipici: il monoteismo radicale, l’esaltazione di Mosè come il più grande dei profeti, l’importanza del monte Garizim, l’interpretazione letterale della Torah considerata l’unico testo sacro. Al tempo di Gesù erano considerati nemici dai Giudei. Oggi gli appartenenti a questa setta sono poche centinaia e sono concentrati per lo più intorno a Nablus.

 

Scribi

 

Gli scribi erano gli specialisti della Torah, dottori della Legge, maestri e teologi. Non costituivano un preciso gruppo politico o religioso; facevano parte del gruppo dei farisei o anche dei sadducei.

 

Anziani del popolo

 

Erano chiamati così i capi dell’aristocrazia laica, una componente molto influente nel Sinedrio. Il sinedrio costituiva la suprema assemblea amministrativa e giudiziaria, formata essenzialmente da tre componenti: sacerdoti, scribi e anziani. Erano in gran parte nobili e filoromani.

 

Esseni

 

Il termine, deriva dall’aramaico, significa devoti, silenziosi.

Erano un gruppo religioso molto polemico nei confronti del culto che si praticava nel tempio di Gerusalemme ed erano particolarmente attenti alle attese messianiche. Nella località di Qumran sono stati ritrovati i resti di quella che sembra essere stata la comunità principale dove si viveva in celibato, studio e preghiera.

Numerosi studiosi ritengono che l'evangelista Giovanni facesse inizialmente parte di questo gruppo e, forse, lo stesso Gesù visse del tempo con loro.

 

 

Samaritani
Monte Garizim - 868 m.  Si trova in Palestina ad ovest della città di Sichem.