La libertà nel quotidiano

La libertà nella vita quotidiana

 

La domanda che ci poniamo è: è possibile essere liberi in ogni istante della propria vita?

Se la libertà è fare ciò che si vuole, abbiamo dimostrato che si riduce a pochi momenti nelle nostre giornate e questo perché noi sottolineiamo come elemento fondamentale il “fare” privo di condizionamenti esterni: i professori, i genitori, gli obblighi, le regole etc.

Ma proviamo a cambiare prospettiva: guardiamo come elemento centrale per scoprire il significato della libertà non più principalmente il nostro “fare”, ma il nostro “essere”.

Non è forse vero che noi ci sentiamo particolarmente bene quando, nelle diverse situazioni che viviamo, riusciamo ad esprimere veramente noi stessi, quando cioè riusciamo ad essere noi stessi, nonostante o anche grazie, ai condizionamenti esterni?

Dico “grazie” perché molte cose nella nostra vita sono condizionate positivamente dal contesto nel quale viviamo (la famiglia, gli amici, la scuola, la società, la lingua, le leggi, per alcuni la fede in Dio trasmessa dai genitori o dalla comunità a cui appartengono), ma anche “nonostante” perché questi stessi contesti possono condizionare in modo faticoso: una situazione famigliare difficile, problemi a scuola, incomprensioni con gli amici etc.

Ecco quindi il nostro punto di partenza, la nostra proposta di lavoro di definizione di libertà: la libertà è essere se stessi.

Questa definizione ci porta subito a farci una domanda: quando riusciamo ad essere noi stessi?

Per rispondere a questa domanda dovremo procedere con pazienza soffermandoci su una serie di momenti di riflessione.

Il primo può prendere spunto da questo interrogativo: chi sono io?

Sembra una domanda scontata perché è ovvio sapere “chi sono”, eppure non possiamo negare che ci siano situazioni nelle quali non riusciamo a capire perché ci siamo comportati in un determinato modo quando, se ci avessimo pensato meglio, avremmo fatto scelte diverse.

Questo avviene molto frequentemente ad esempio nelle nostre relazioni in famiglia, con gli amici, a scuola, con noi stessi: a volte facciamo cose di cui ci pentiamo e non sempre riusciamo a capire perché le abbiamo fatte!

Proviamo allora ad affrontare quella domanda su noi stessi incominciando da un’analisi sincera sulla nostra personalità, provando ad elencare i nostri pregi ed i nostri difetti.

Ma in che modo questa nostra riflessione avrà risultati positivi?

Soltanto se riusciremo a “stare” con noi stessi in silenzio.

La nostra società è caratterizzata dal rumore che impedisce di avere momenti in cui fermarsi e stare soli con noi stessi, senza nessuna distrazione, senza premura. Questo comporta che tendenzialmente non riusciamo a conoscerci veramente e così non possiamo renderci conto della straordinaria ricchezza che si nasconde dentro di noi, ricchezza che, quando è scoperta, ci porta ad essere persone creative, vive, capaci di dare un contributo significativo al mondo nel quale viviamo, capaci di “cambiare il mondo”!

Questa ricchezza, che certamente scopriremo stando con noi stessi in silenzio, non significa arrivare a ritenersi perfetti, ma persone che valorizzano le proprie qualità e nello stesso momento sanno affrontare i propri limiti, a volte imparando ad accettarli a volte impegnandosi a superarli.