Una definizione di libertà

Una definizione di libertà?

 

Che cos’è la libertà?

È questa la domanda che ci accompagnerà per tutto l’anno, perché la libertà è il valore più grande per gli esseri umani e, nelle nostre lezioni, cercheremo di dimostrarlo.

Se ponessimo a delle persone qualsiasi la domanda “secondo te cos’è la libertà?”, avremmo molte risposte diverse, ma certamente una la ritroveremmo con più frequenza: “la libertà è fare ciò che si vuole” e forse con l’aggiunta “rispettando gli altri”.

Anche in molte pubblicità e trasmissioni televisive il messaggio è quello di realizzarsi e di divertirsi facendo ciò che si vuole così da essere veramente liberi.

Analizziamo con più attenzione questa definizione di libertà così tanto diffusa.

Che significa “fare ciò che si vuole”?

Fare ciò che si vuole vuol dire riuscire a realizzare i desideri personali e, soprattutto, non avere a che fare con persone che dicano ciò che si deve e non si deve fare.

Mi sembra che su questo punto possiamo essere tutti d’accordo.

Per questa ragione ora propongo questa domanda: quante volte nella tua vita concreta, non immaginata, riesci a fare ciò che vuoi?

Prova ad elencare tutte le situazioni nelle tue giornate in cui fai ciò che vuoi.

 

•Sveglia ore 7.00

•Colazione

•Lavoro

•Pausa pranzo

•Lavoro (in media fino alle 17.00, ma non per tutti è così)

•Casa

•“Tempo libero” fino a quando si va a dormire

 

La situazione “peggiora” ulteriormente se consideriamo la vita di una persona adulta che ha famiglia e che, quindi, dopo il suo lavoro ha anche il dovere di dedicare una buona parte del proprio tempo ai suoi famigliari, anche quando è stanca e non ne ha tanta voglia.

Come puoi notare anche la situazione in età adulta non sembra lasciare molto spazio al “tempo libero”.

Aggiungiamo a questa semplice analisi una ultima considerazione: anche nel “tempo libero” noi dobbiamo attenerci a delle regole di comportamento che ci sono “imposte” dalle leggi che ci obbligano a comportarci in un certo modo se non vogliamo incorrere in sanzioni o pene più o meno severe.

 

Confronta le tue risposte con questa possibile ricostruzione di una tua giornata tipo.

 

•Sveglia intorno alle ore 7.15

•Colazione

•Scuola: per tutta la mattina e talvolta anche nel pomeriggio

•Pranzo

•Studio e compiti (il tempo dedicato a queste attività dipende dai risultati che vuoi raggiungere)

•Al termine inizia il “tempo libero” (nota l’aggettivo usato) a meno che tu non debba frequentare altre attività (a volte scelte da te, a volte no).

•Cena

•Intorno alle 22.00 a letto

 

In questa giornata “tipo”, le ore di “tempo libero” sono più o meno tre o quattro. Considera che, alla tua età, nelle ore libere dai doveri, non sempre puoi fare ciò che vuoi, ma devi confrontarti con i tuoi genitori.

Questo tipo di giornata si ripete cinque o sei volte alla settimana esclusi i giorni di vacanza.

Partendo da questa semplice analisi il tuo “tempo libero” risulta certamente inferiore al tempo che trascorri facendo cose che altri decidono per te.

Ma allora, se tu sei libero solo quando puoi fare ciò che vuoi, in tutti gli altri momenti della tua vita in che condizione sei?

Potresti replicare dicendo che questa situazione è passeggera, legata alla tua età, ma con il trascorrere degli anni i tuoi spazi di “libertà” aumenteranno.

In parte questo è vero, ma proviamo ad analizzare la giornata “tipo” di una persona adulta.

Puoi facilmente renderti conto che se la libertà è realmente e semplicemente “fare ciò che si vuole”, noi siamo costretti a dire che nella maggior parte della nostra vita noi non siamo persone libere, ci sentiamo costretti a fare ciò che non vogliamo o che, comunque, non corrisponde completamente ai nostri desideri.

Di fronte a queste considerazioni, che mi sembra abbastanza difficile confutare, può nascere in qualcuno un senso di frustrazione: che vita è la mia se così tante volte quello che voglio fare non posso farlo? Che senso ha parlare di libertà se poi sono costretto a fare anche ciò che non desidero?

Forse proprio da domande simili a queste alcuni sono spinti, soprattutto nel mondo giovanile, a cercare di sfruttare al massimo i momenti di “tempo libero” anche con atteggiamenti trasgressivi, con comportamenti che fanno sentire “vivi”, non importa a quale prezzo.

Pensiamo ad esempio a quanti giovani (ma non solo) trascorrono notti intere in locali e discoteche bevendo alcolici e talvolta assumendo anche sostanze stupefacenti per il gusto di divertirsi, di uscire dalla routine quotidiana, senza pensare ai pericoli a cui vanno incontro mettendosi poi in automobile per tornare a casa.

Sembra veramente che per una notte di divertimento (si può chiamare così?) si è disposti anche a mettere in gioco la vita stessa.

 

Noi cercheremo di trovare un’altra possibile definizione di libertà che ci aiuti a “sentirci vivi” in ogni singolo istante della nostra vita.

È questa la sfida che ci attende!