Appunti di storia di Israele

Appunti di storia di Israele


L'epoca dei patriarchi

(XX-XVII a.C.)


La prima redazione scritta, dopo una lunga fase di tradizione orale, delle origini di Israele nella forma delle genealogie e delle saghe familiari risale ai tempi del regno di Davide e Salomone nel X secolo a. C. Nei capitoli 12-50 del libro della Genesi troviamo la narrazione delle origini organizzata attorno a quattro personaggi riconosciuti e celebrati come patriarchi: Abramo, Isacco, Giacobbe/Israele e Giuseppe (la cui vicenda non è direttamente legata ad un evento storico preciso e svolge la funzione di raccordo tra l’epoca dei patriarchi e l’epoca dell’esodo). Costoro sono i capifamiglia di clan seminomadi alla ricerca di pascoli e di una dimora stabile. Si installano spesso presso le città e cercano generalmente di intrattenere buoni rapporti con le autorità locali. Questo non esclude l’impiego occasionale dell’astuzia e della violenza. Questi gruppi non si mescolano con le popolazioni locali. Le grandi famiglie patriarcali appaiono come delle unità indipendenti, impegnate a custodire la loro identità e le tradizioni proprie, in particolare il culto del Dio dei loro padri. La vita seminomade dei patriarchi, i loro nomi e costumi corrispondono al modello sociologico dell’Antico Oriente agli inizi del II millennio a. C. e di più, di questa parte della storia, non possiamo dire.

L'uscita dall'Egitto

(XIV-XIII sec. a. C.)

Il Mosè di Michelangelo è una scultura marmorea (altezza 235 cm) , databile al 1513-1515 circa e conservata nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma

Ogni tribù era governata da un consiglio degli anziani.

In caso di pericolo o di difficoltà particolari, veniva eletto dal consiglio un giudice che assumeva il potere sulla tribù, o su più tribù, sino al superamento della difficoltà.

Intorno al XI sec. a.C. avvenne un fatto fondamentale per la storia di Israele: le tribù furono messe in pericolo dall’avanzata dei Filistei. I consigli degli anziani decisero di eleggere un re, nel tentativo di opporsi efficacemente ai Filistei. Il primo re fu Saul. La scelta di Saul fu probabilmente motivata dalle sue capacità militari. Egli, infatti, alla testa di un gruppo di soldati salvò gli abitanti di Iabes dea una resa senza condizioni a Nacas re degli Ammoniti. Appena divenuto re Saul sfidò i filistei sconfiggendoli nella battaglia di Micmas. Dopo questa sconfitta però, l’esercito filisteo cominciò a riorganizzarsi e tentò di conquistare Betlemme, salendo attraverso la valle del Terebinto. Ma anche in questo caso ebbe la meglio l’esercito di Saul (1 Sam 17,1-2).

I filistei infine, provarono la riconquista del territorio occupato dalle tribù ebraiche entrando da nord. Attraversarono la piana di Izreel e si accamparono a Sunam controllando le alture di Gilboe. Qui avvenne una violentissima battaglia nella quale l’esercito ebreo fu sconfitto e morirono Saul e i suoi tre figli (1 Sam 31,6).

Il regno di Saul fu quindi molto breve, ma importante dal punto di vista storico. Con lui prese forma l’organizzazione politica monarchica.

Alla morte di Saul gli anziani delle tribù si recarono ad Ebron ed elessero re Davide.

Davide era originario di Betlemme faceva cioè parte della tribù di Giuda.

Inizialmente Davide entrò al servizio del re Saul che successivamente, considerandolo una minaccia per il suo potere, lo costrinse alla fuga. Davide divenne così capo di una banda nella quale entrarono tutti coloro che si opponevano al re Saul. Dopo un lungo periodo di fuga, Davide con i suoi uomini andò a prestare servizio al re filisteo Achis.

Questi lo inviò a sud del suo territorio per controllare i Giudei e gli Amaleciti. Davide approfittò di questa situazione per liberare gli appartenenti ai clan giudaici dal pericolo rappresentato dall’esercito amalecita.

Quando Saul morì nella battaglia di Gilboe, i capi dei clan giudaici lo consacrarono re a Ebron. Successivamente, anche grazie alle sue abilità militari, venne riconosciuto re anche dagli anziani di Israele, ossia quelli delle tribù del nord. Possiamo quindi dire che con Davide nacque il regno di Israele, che univa in sé tribù del sud e tribù del nord.


La Bibbia ci presenta due tradizioni riguardanti l’Esodo: l’esodo fuga e l’esodo espulsione, cui corrisponde un doppio itinerario nel deserto. Questo ci porta a dire come l’esodo sia stato un evento molteplice e distribuito nel tempo, unificato poi in un’unica tradizione con a capo l'importante figura di Mosè. Il senso ultimo dei racconti biblici, nei quali si legge la storia alla luce della fede in Dio, è che in questi secoli (probabilmente tra il XIV e il XIII sec. a.C.), Israele abbandonò la terra d’Egitto e YHWH plasmò Israele come popolo traendolo da un insieme di diverse tribù. Sappiamo dalla storia egizia che il faraone Ramses II (XIII sec. a. C.) ordinò la costruzione di due città-fortezze (Ramses e Pitom), all’estremo est del delta del Nilo, nella terra di Gosen, zona di confine nei pressi della via Maris, una delle grandi vie di comunicazione nel mondo antico che collegava l'Egitto con la Mesopotamia. Qui è possibile collocare la “schiavitù” degli ebrei, che meglio sarebbe definire oneroso lavoro forzato, sicuramente fonte di oppressione e umiliazione per gli ebrei e non solo. Possediamo, inoltre, un documento egizio che menziona per la prima volta Israele come popolo. Questo documento celebra la vittoria sui libici: è la stele del faraone Mernephthah, figlio e successore di Ramses II, databile tra il 1230-1219 circa e scoperta a Tebe nel 1896. In essa sta scritto: «Devastato è Israele. Esso è senza seme».

Battaglia di Gilboe  (Da un'illustrazione al libro di Flavio Giuseppe eseguita da Jean Fouquet tra il 1470 e il 1475 e conservata nella BnF di Parigi, Département des Manuscrits, Français 247, fol. 110v (Livre VI)

I filistei tentarono di reagire a questo “tradimento” da parte di Davide, ma furono sconfitti definitivamente nell’importante battaglia che si svolse nella valle di Refaim (2 Sam 5,17-25) presso Gerusalemme.

Grazie a questa vittoria per Davide fu facile conquistare Gerusalemme che divenne la capitale del regno che, grazie a lui, ampliò i confini fino alla loro massima espansione.

In questo periodo le diverse tradizioni orali dei gruppi, con il loro patrimonio storico, iniziarono a fondersi e le tribù cominciarono a sentirsi un unico popolo.

Alla morte di Davide (969 a. C.)  salì al trono il figlio Salomone. Egli consolidò i confini del regno attraverso un’efficace politica di alleanze. Fece grandi opere pubbliche ed edificò il tempio a Gerusalemme, nel quale fu collocata l’Arca dell’Alleanza che custodiva le Tavole della Legge (le Dieci Parole).

Salomone ebbe un ruolo fondamentale nell’organizzazione e nell’amministrazione del regno. Come prima cosa si circondò di consiglieri e alti funzionari in modo da rendere efficiente il governo centrale.

Il territorio del regno fu diviso in dodici prefetture governate da un prefetto nominato dal re (1 Re 4,8-19)

Ognuna di queste prefetture doveva coprire le spese della corte reale e dell’esercito per un mese all’anno. Per far questo si organizzò la raccolta delle tasse. L’esercito fu ammodernato nonostante il regno di Salomone fu essenzialmente pacifico. Infine il re fece grandi opere pubbliche: costruì a Gerusalemme il tempio nel quale fu collocata l’arca dell’alleanza, il palazzo reale e fece innalzare le mura di cinta. Oltre a questi lavori fece edificare roccaforti a scopo di difesa.

Per poter compiere tutte queste opere era necessario poter contare su numerosa mano d’opera e così il re Salomone decise di istituire la corvée. Questa imposizione generò molto malcontento a tal punto da provocare la rivolta della “casa di Giuseppe” che si sollevò sotto la guida di Geroboamo il proprio capo corvée. La rivolta fallì e Geroboamo fuggì in Egitto.

Le tensioni suscitate dalla raccolta delle tasse e dall’istituto della corvée furono anche alimentate dal fatto che alla “casa di Giuda”, da cui proveniva il re Salomone, era oggetto di un chiaro trattamento di favore.

Alla morte di Salomone (930 a.C.) gli succedette il figlio Roboamo. Egli si recò a Sichem (nel nord del regno) per essere proclamato re di Israele. L’assemblea del popolo fece la richiesta di alleggerire il peso delle imposte e della corvée, che però Roboamo non prese minimamente in considerazione. A questo punto l’assemblea acclamò Geroboamo re di Israele e proclamò la propria indipendenza dal regno di Giuda. Roboamo fuggì a Gerusalemme e si limitò ad essere re di Giuda.

Il regno si divise così in due parti:


1.Il regno del nord, o Regno di Israele, con monarchia elettiva e capitale Samaria. Questo regno fu distrutto nel 722 a.C. dagli Assiri che deportarono circa 30000 persone a Chelac e nelle città della Media.

2.Il regno del sud, o Regno di Giuda, con capitale Gerusalemme e monarchia ereditaria. Fu conquistato dai Babilonesi nel 586 a.C. che entrarono a Gerusalemme, la rasero al suolo e distrussero il tempio. Tutta la classe dirigente, gli operai specializzati e parte della popolazione (più di 20000 persone) furono deportati nella capitale Babilonia.


Nel 538, Ciro il Grande, imperatore di Persia, conquistò il regno babilonese e concesse a tutti gli ebrei di tornare nella loro terra. Ordinò la ricostruzione del tempio a spese del tesoro reale e la restituzione di tutto ciò che Nabuccodonosor aveva asportato dal tempio (Esdra 6,3-5). I lavori furono completati nel 515 ed il tempio fu inaugurato in occasione della Pasqua di quello stesso anno.

Il regno comunque non tornò più agli splendori del passato, ma fu continuamente oggetto di conquiste da parte di Macedoni, Tolomei, Seleucidi ed, infine, Romani.

Nel 70 d.C. i Romani distrussero il tempio di Gerusalemme (che era stato ricostruito) e massacrarono gli abitanti della città.

Circa un secolo dopo, a causa di continui tumulti, l’esercito romano rase al suolo Gerusalemme, le diede il nome di Giove Capitolina ed impedì a tutti gli ebrei di entrarci.

Da questo momento sino alla fine della seconda guerra mondiale (1948), il popolo ebraico non ebbe più una patria.

Il 29 novembre 1947 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella Risoluzione n. 181 approvava il piano di partizione della Palestina, che prevedeva la costituzione di due Stati indipendenti, uno ebraico e l'altro arabo. Il moderno Stato d'Israele fu quindi proclamato da David Ben Gurion il 14 maggio 1948.


Bassorilievo che raffigura arciere assiro
Ricostruzione in 3D del Tempio di Salomone